Produttori Italiani

Sotto-categorie

  • Alberto Oggero

    Alberto Oggero è un viticoltore artigiano innamorato del suo territorio che si sviluppa in provincia di Cuneo esattamente a Santo Stefano Roero, con la necessità di creare vino che sia pura espressione territoriale. Di qui la sfida di dare un’identificazione al nebbiolo della zona Roero non incentrandosi tanto sulle differenze con quelli più blasonati langhiani ma sulle peculiarità del proprio prodotto singolare ed unico. Lo stesso discorso vale anche per l'Arneis portandolo ad un livello tale da uscire dal clichè di vino semplice. Il risultato è il ribaltamento del pensiero comune, donando complessità all’arneis e rendendo di più di facile beva il nebbiolo. Suolo di origine alluvionale con presenza di sabbia e calcare che rendono il terreno soffice e ricco di microelementi, conferiscono le qualità che si ritrovano nei vini di produzione. Il territorio deve essere sinonimo di bevibilità vero elemento che contraddistingue la tipicità dei suoi vini.

  • Alessandro Di Camporeale

    La famiglia Alessandro è impegnata da un secolo come azienda vitivinicola a Camporeale ( PA) in un territorio compreso fra i 400 ed i 600 di altitudine dal clima mite. Sui 40 ettari di vigneti Alessandro coltiva vitigni autoctoni quali Nero d’Avola, Catarratto e Grillo così come varietà internazionali quali Syrah e Sauvignon Blanc. Le attività in vite sono condotte a mano, rispettando i principi dell’agricoltura biologica e con l’utilizzo di pratiche come ad esempio l’uso di rose che segnalano l’attacco dello oidio ed il sovescio che prevede la compresenza fra i filari di colture erbacee che fertilizzano il terreno. Le nuove generazioni degli Alessandro sono i cugini Benedetto l’enologo, Anna che cura l’amministrazione e Benedetto che si occupa del marketing aziendale. I tre giovani hanno intrapreso un progetto sulle pendici dell’Etna chiamato Generazione Alessandro, per la valorizzazione degli storici vitigni Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio Minnella e Carricante.

  • Alla Costiera

    Filippo Gamba eredita la passione per il vino dal padre Gerardo, e già nel 1998 inizia ad approcciarsi all'agricoltura biologica per poi approdare al biodinamico 7 anni più tardi, puntando al raggiungimento di un'agricoltura in perfetto equilibrio con l'ecosistema con il solo utilizzo di metodi e tecniche naturali. I 6 ettari dell'azienda si estendono su un suolo di origine vulcanica nel cuore dei Colli Euganei; il nome dell'azienda, "Alla Costiera", deriva essenzialmente dal fatto che le viti sono esposte al sole. Obiettivo di Filippo è produrre di anno in anno vini naturali che esprimano tutte le caratteristiche del terroir di provenienza con interventi minimi da parte dell'uomo. Vini raffinati ed eleganti, con una precisa identità.

  • Antica Compagnia dei...

  • BriccoBracchi

    A Dogliani, sulla collina di Santa Lucia a 500 m. di altitudine, i Bracchi scorrazzano, fiutano e difendono il Bricco. C’è passione, sana follia e tanta energia nel nuovo progetto di Sara Calcagno e Marco Battaglino. Incuranti dello scetticismo degli amici vignerons, in una vigna esposta a sud-ovest di marne bianche, le piante di dolcetto di 50 anni sono state innestate con Timorasso. I vini hanno autentica territorialità, piacevole efresca rusticità e una personalità infinita.

  • Bolsignano

    L'azienda di Roberto Rubegni , situata a sud-ovest del comune di Montalcino a un'altitudine di circa 300 metri sul livello del mare su un terreno galestro-tufoso particolarmente adatto ai vini da lungo invecchiamento, produce circa 5000 bottiglie di Brunello e 4000 di Rosso di Montalcino sui 3 ettari coltivati a sangiovese. La filosofia di Roberto, vignaiolo anticonformista, è cercare di intervenire il meno possibile sia in vigna che in cantina, lasciando che il vino sostanzialmente "si faccia da sè"; ne escono vini naturali eccezionali, equilibrati, persistenti, destinati a durare nel tempo.

  • Azienda Agricola Carla...

    “Podere Trinci”
    Località Fonte di Foiano 147, 57022 Castagneto Carducci (LI)

    Il “Podere Trinci” alla Fonte di Foiano è un rettangolo di circa 3 ettari adagiato alle pendici della collina di Segalari, all’interno di una delle più famose zone viticole italiane, la DOC Bolgheri. Si trova tra la via vecchia Bolgherese e la via Bolgherese (al Km 6,350), che collega Castagneto Carducci a Bolgheri, oggi più nota come “Strada del Vino e dell’Olio Costa degli Etruschi”. E’ protetto lato monte da querce e lecci secolari, lato mare da un filare frangivento di olivi stretto tra un cipresso ed una quercia.L’azienda viene gestita in proprio ed attualmente è prevalentemente concentrata sulla produzione vitivinicola e oleicola che portano un vino rosso ad IGT e un olio extravergine di oliva genuini, perché ottenuti attraverso lavorazioni colturali rispettose del terreno e delle piante, secondo procedimenti tradizionali nella salvaguardia delle proprietà e caratteristiche naturali delle materie prime e dei loro prodotti.

  • Casanuova delle Cerbaie

    Orientarsi e comprendere Montalcino è pratica sottovalutata. Il brand è così imponente che spesso latita un discorso approfondito sul territorio e le enormi differenze che lo compongono. Casanuova si sviluppa dalla collina di Montosoli (cru storico della zona, caratterizzato da acidità elevate euna trama tannica molto setosa), fino ai colli su cui erge Montalcino con vitigni esposti prevalentemente a sud ovest (che esclude il deleterio scirocco)su rocce calcaree, marmose, argillose e conglomeratiche. Ma Casanuova è anche un’azienda “vecchio stile” - se la definizione può avere senso - di quelle che badano poco alla forma e molto alla sostanza. Hanno un sito essenziale, non sono invadenti sui social, recensiti dagli influencer e scrivono ancora gli abbinamenti consigliati nel retro-etichetta. Però sanno fare il vino, con un’impronta rigorosa, quasi austera e una longevità esemplare, semplicemente facendo parlare una zona di Montalcino piuttosto unica, nota agli intenditori per la rara magrezza dei terreni.

  • Castello di Monsanto

    Fondata nel 1962 da Fabrizio Bianchi e guidata oggi conimpeccabile rigore dalla splendida figlia Laura, l’azienda vanta tanti titoli di merito nel contesto chiantigiano: è stata la prim anel 1968 ad eliminare le uve bianche dall’assemblaggio del Chianti Classico, ha valorizzato i singoli vigneti, primo tra tutti il Poggio, vero e proprio Grand Cru; ha da sempre un occhio di riguardo per l’ambiente e il paesaggio; negli anni ha costruito nella roccia una cantina di grande suggestione. E infine il borgo di Monsanto, un luogo magico e di rara bellezza.

  • Cavaliera

    L’azienda è nata negli anni ’90 e si dedica alla produzione di vino con metodo biologico nei vigneti di proprietà, ma gestisce anche l’attività ristorativa presso la medesima sede. La Cavaliera è a conduzione familiare ed è incentrata sulla coltivazione delle uve tipiche della zona di Castelvetro (MO),ossia Lambrusco Grasparossa, Pignoletto, Malbo Gentile e Trebbiano. La maggior parte dei vini prodotti ha le bollicine e la presa di spuma avviene in bottiglia con degorgement a la volè , ma non mancano sperimentazioni. La tenuta produce come da miglior tradizione modenese un aceto balsamico tradizionale definito oro nero, che riposa nel tasel ( solaio) della struttura.

  • Cavallero

    Fare vino dopo averlo imbottigliato e venderlo direttamente. Una cantina ubicata tra le province dall'eccelsa tradizione vitivinicola di Cuneo ed Asti. Una cantina tra cielo e terra con vigneti che sfidano pendii sino a 500 m. sul livello del mare, tra tradizione e futuro con idee precise sul vino e riguardo le tecniche di vinificazione rispettose del territorio e dell'ambiente. Natura selvaggia con vigneti abbracciati da boschi e noccioleti in un'unica parola: Alta Langa.

  • Collestefano

    Collestefano è si il nome della località poco distante da Castelraimondo, ai piedi dell’appennino marchigiano, ma per Fabio Marchionni è un’autentica filosofia di vita. Un miracolo eno-socio economico con al centro il rapporto rispettoso con la natura e l’ecosistema. Da più di vent’anni la ricerca della biodiversità e le pratiche biologiche, ne sono la naturale conseguenza. L’ultima novità è invece la rivoluzionaria gestione delle infestanti con l’introduzione delle fragoline di bosco come pacciamatura viva nei sottofila.

  • Corte Pagliare Verdieri

    Nei pressi di Commessaggio in provincia di Mantova è ubicata la tenuta che si estende all'incirca per 5000 metri quadrati dove Mimma e la suocera Amedea ed il figlio Stelvio , si occupano dei 20 ettari di terreno secondo i dettami dell'agricoltura biologica. Nessun tipo di interventismo in cantina, no all'agricoltura intensiva e rispetto per la natura. Si producono principalmente Lambrusco Viadanese, Lambrusco Salamino(fermo ed affinato in botte grande di rovere), Lambrusco di Sorbara ed Ancellotta(una versione in purezza veramente da ricordare). Raccolta manuale, vinificazione senza l'utilizzo di additivi e conservanti, basso uso di anidride sofforosa e rifermentazioni in bottiglia.

  • Costa Archi

    Gabriele Succi, vignaiolo intraprendente e anticonformista, diviene titolare dell'azienda di famiglia nel 1995 e pian piano delinea una sua filosofia produttiva; Costa Archi, 11 ettari coltivati principalmente a Sangiovese nel cuore della Romagna più rurale e meno conosciuta, produce vini robusti, schietti, sinceri, con un'identità ben precisa, grazie ad uno straordinario lavoro in vigna e a interventi minimi durante il processo di vinificazione. Vini raffinati e di carattere, che da un lato esprimono perfettamente il territorio di provenienza e dall'altro la personalità estrosa di Gabriele.

  • Croci

    La Tenuta vitivinicola Croci si trova in Val d’Arda ,davanti al paese medievale di Castell’Arquato in provincia di Piacenza. Massimiliano aiutato dalla famiglia gestisce 10 ettari vitati, non utilizzando sostanze tossiche, diserbanti e concimi. Obiettivo della famiglia è quello di valorizzare il territorio ed i vitigni che lo caratterizzano: Ortrugo, Moscato, Malvasia, Barbera e Bonarda. Croci ha deciso di conservare la tradizione della fermentazione spontanea in bottiglia , tecnica che prevede l’imbottigliamento dei vini fermi in primavera con un residuo zuccherino naturale che i lieviti indigeni trasformano in anidride carbonica, depositandosi poi sul fondo della bottiglia.

  • Failoni

    L’azienda si trova a Staffolo borgo medievale sulle colline marchigiane a poca distanza dal mare. Il podere si trova alle sorgenti del Cesola, un affluente dell’Esino, in una vallata con un microclima ideale per la coltivazione della vite, con importanti escursioni termiche giornaliere. I Terreni sono argillosi e calcarei con una presenza sabbiosa e minerale di origine marina. Failoni coltiva dal 1990 i vitigni rappresentativi delle Marche da cui si ricavano vini di fama nazionale: Verdicchio dei Castelli di Jesi(100% verdicchio), Rosso Piceno ed Esìno Rosso in cui sono presenti in percentuali differenti Montepulciano e Sangiovese.

  • Fattoi

    La famiglia Fattoi è di origine contadina, composta da persone veraci ed autentiche che passano tutto il loro tempo tra il lavoro in campagna e le pratiche in cantina. I figli di Ofelio, ovvero Leonardo e Lamberto, proseguono la passione del padre lavorando personalmente il podere ubicato a Santa Restituta nella zona meridionale di Montalcino. Paesaggio collinare da rimanere senza fiato dove vige per naturale esposizione, un micro clima eccellente in una delle più belle vallate dove si incontrano i fiumi Orcia ed Ombrone.

  • Fattoria Pomona

    Monica Raspi dopo aver abbandonato il mestiere di veterinaria decide di occuparsi dei vigneti e degli ulivi di famiglia, e diviene proprietaria della cantina Fattoria Pomona. I 6 ettari di vigneto di proprietà con esposizione ad est e ad un’altitudine di 350 metri sul livello del mare contornati da zone boschive che ne mitigano il microclima. Certificazione biologica dal 2012, i vitigni sono costituiti principalmente da Sangiovese, Cabernet Sauvignon, e Trebbiano Toscano: vengono limitati gli interventi anticriptogamici e utilizzato il sovescio per favorire una crescita dell’uva il più naturale possibile. Pochi interventi in cantina che possano modificare le annate non perfette, fermentazioni sulle bucce in acciaio ed affinamenti in botti grandi di rovere di Slavonia sono il segreto che rendono il Chianti di Pomona riconoscibile e con una identità ben precisa che richiama perfettamente il territorio di provenienza. Non è un caso che quando si degusti un Chianti di tale cantina ci si trovi immediatamente con la mente catapultati nella zona di origine Castellina. Sangiovese in purezza sinonimo di tipicità.

  • Fontefico

    Fontefico è un’azienda agricola biologica che si affaccia sul Golfo di Vasto dal promontorio della riserva naturale di Punta Penna. La tenuta comprende circa 15 ettari vitati solo con vitigni autoctoni, come il Pecorino, il Trebbiano e il Montepulciano. La zona è particolarmente vocata: i venti freschi e salini dell’Adriatico rendono i vini minerali e sapidi,con una struttura e una longevità non comuni. Fontefico, condotta dai due fratelli Nicola ed Emanuele Altieri, sin dall’inizio ormai oltre vent’anni fa, punta ad una qualità senza compromessi, partendo da un’agricoltura sostenibile e producendo vini oltre le mode del momento. Ogni vino proviene infatti da una singola e specifica vigna, dalle caratteristiche uniche e irripetibili. Ogni vigna ha quindi la sua identità che si ritrova sull’etichetta di ciascun vino. Così il Pecorino Superiore è “la canaglia”, perché il vigneto è dispettoso e non si lascia domare, ma poi si fa perdonare donando un vino superlativo, complesso e peculiare. Il Montepulciano d’Abruzzo è la “Cocca di casa”, perché questa dopo tutto è l’uva prediletta. E così via, ogni vigna un’identità e ogni vino un personaggio,con la particolarità che ognuno di questi protagonisti,vendemmia dopo vendemmia, viene disegnato sull’etichetta in modo diverso, per raccontare un aneddoto dell’annata. E così mettendo insieme le bottiglie delle varie annate e dei vari vini, si ha la storia di Fontefico. Una storia che parla di territorio e autenticità.

  • Francesco Brigatti

    Alle porte di Suno, in un piccolo borgo in provincia di Novara, nell’alto Piemonte a pochi chilometri dal lago d’Orta, in una zona vocata per l’agricoltura, si estendono i circa 6 ettari vitati della cantina di Francesco Brigatti. Una collina(Motziflon) adatta allo sviluppo dell’attività vitivinicola, ubicata alle spalle del Monte Rosa con esposizione a sud e dal terreno fortemente argilloso situazione ottimale per la produzione di vini di grande qualità. Non appartenente a nessuna categoria specifica, biodinamico, biologico o naturale per non avere identificazione specifica, francesco crede nella lotta integrata in vigna e nel rispetto per l’ambiente: non utilizza prodotti chimici ed durante la vinificazione utilizza prettamente lieviti indigeni producendo circa 30.000 bottiglie all’anno. Attraverso il sorso al bicchiere si riescono a riconoscere le varie differenze territoriali in relazione al vitigno in questione riconoscendone le peculiarità attraverso la franchezza e non per mezzo di tecniche in cantina od a maturazioni eccessive in vigna finalizzate all’ottenimento di un prodotto ordinario e costante.

  • La Marmocchia

    L'azienda agricola si sviluppa nella valle del torrente Ghiaia sui colli Bolognesi nella Valsamoggia a Castello di Serravalle, territorio ricco di tradizione e prodotti territoriali. Cantina di carattere artigianale rispettosa delle tradizioni, dei tempi della natura, del territorio ma con attenzione alle tecniche agricole ed enologiche. L'azienda è condotta dalla famiglia Montaguti in particolare da Alberto che fin da bambino ha vissuto in simbiosi con la vigna guidato dalla passione per il vino e dalle tecniche vitivinicole ereditate dal padre. Vini da coltivazione biologica dove si percepiscono la vite e la genuinità del territorio. 

  • Giacomo Boveri

    Chi ha detto che il Timorasso deve essere un vino grasso, avvolgente e potente? Forse chi non conosce i vini di Giacomo Boveri dove mineralità,bella acidità e propensione all'invecchiamento sono il cardine del suo modo di intendere il vino. Le origini e l'estrazione contadina della famiglia sono il punto focale su cui si basa la ricerca finalizzata a produrre vini contemporanei lavorando su vitigni spesso sottovalutati me che grazie a questo hanno un rapporto qualità prezzo ineguagliabile. Tradizione e territorio legati in maniera imprescindibile all'agricoltura in modo da rendere il vino appunto territoriale.

  • Giuseppe Principiano

    L’azienda vitivinicola ,situata nelle Langhe , è condotta da Giuseppe e dal figlio Francesco che rappresenta la quarta generazione impegnata nell’attività di famiglia. Costituita da circa 8 ettari di vigneti compresi fra i 280 ed i 400 m sopra il livello del mare, in cui vengono coltivati Dolcetto Barbera e soprattutto Nebbiolo. In cantina si utilizzano vasche in acciaio e botti grandi in rovere di Slavonia da 25 ettolitri. Principiano nel rispetto della tradizione trasforma l’uva conservandone la ricchezza e valorizzando la tipicità del territorio.

  • L'Armangia

    L’Armangia in dialetto locale significa rivincita. Quella che Ignazio Giovine e la sua famiglia contadina fin dal diciasettesimo secolo hanno voluto prendersi a dispetto dell’immagine industriale creatasi intorno ai vini di Canelli negli anni ‘80. La conduzione naturale dei vigneti favorisce l’espressione di un territorio da sempre ai vertici per la produzione di Moscato e Barbera. La biodiversità tra i filari qui non è un vocabolo alla moda ma un dato di fatto derivato da 25 anni di inerbimento permanente e periodici sovesci. Rispetto per l'agricoltura senza concimazioni chimiche e con un bassissimo utilizzo del diserbo e dei trattamenti antiparassitari.

  • La Dama

    La Dama è stata avviata nel 2006 da Gabriele e famiglia che sono la prima generazione a dedicarsi alla coltivazione delle vigne. La cantina ha sede a Negrar ma i 10 ettari di vigneti si snodano fra Negrar e Sant’Ambrogio di Valpolicella. Le uve autoctone espressione del territorio danno origine a vini che dal 2015 hanno la certificazione biologica. Dalle uve Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara si producono i classici Valpolicella, Ripasso, Amarone(nel vigneto il Corbellari di 2 ettari) e Recioto. Interessante l’origine del nome Molinara da mulinara(mulino) attribuito al fatto che gli acini sono così tanto pruinosi da sembrar cosparsi di farina.

  • Marco Sara

    A cavallo del 2000 Marco Sara, insieme con la moglie Sandra, prende in mano le redini della cantina fino ad allora gestita dal padre.Ci troviamo a Savorgnano del Torre in provincia di Udine nei Colli orientali del Friuli dove sono ubicate le vigne dell'azienda, soprattutto autoctoneia in vigna che in cantina, si utilizza il metodo biologico, con chimica ridotta ai minimi termini in quanto non si usano pesticidi ed utilizzo esclusivo di concime naturale. Ci troviamo di fronte ad un vero artigiano del vino: i vini sono naturali e caratterizzano alla perfezione il territorio. Utilizzo di lieviti indigeni, pochi interventi invasivi durante le vinificazioni senza ausilio di alterazioni ed un uso della solforosa praticamente inesistente. E' questa filosofia che rende i vini di Marco Sara estremamente veri, caratteristici e sinonimi di riconoscibilità. Bevute che richiamano il vitigno di una sincerità e profondità fuori dal comune.

  • Mario Portolano

    L’azienda ha sede a Pozzuoli e vinifica uve di proprietà, producendo tre vini rossi da Piedirosso ed Aglianico ed un bianco da uve falangina. La tenuta si estende per 5 ettari e mezzo su di un terreno vulcanico e gode di un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati secche mitigate però dalla brezza marina. Le uve che danno origine alle quattro etichette sono trattate con massima attenzione per consentire loro di esprimere nel miglior modo il carattere del  territorio su cui vengono coltivate. Ne nascono il Piedirosso, la Falanghina, il Donna Teresa (blend di Piedirosso e Aglianico ) ed il 6 Pollici Aglianico in purezza.

  • Mattia Filippi

    Viticoltore riflessivo e molto acuto, Mattia Filippi è un uomo di vigna che da una parte si riconosce perfettamente nei suoi vini e dall’altra è sempre più spesso chiamato come consulente agronomo e/o enologo inItalia e all’estero. Il suo radicamento con il territorio trentino di Faedo si basa su una profonda connessione biografica. Grazie all’altitudine (600 metri) e alle caratteristiche del suolo con un alto contenuto di argilla, combinate all’esposizione nord-ovest e all’altitudine, nelle vigne di Mattia vi è una condizione unica per l’identità del Müller Thurgau, vinificato dalle uve della località Portadon. Dimenticate in pratica l’idea commerciale del vitigno e una sua certa faciloneria aromatica per imbattervi in un rigoroso bianco di montagna, che si esprime al meglio dopo quasi un lustro dalla vendemmia. La vigna di Chardonnay è stata invece realizzata alla fine degli anni ’80 su un terreno con la pendenza del 100% ed esposta a sud-est, in zona Palai bassi-Molini. La form adi allevamento a pergola semplice permette alle uve di raggiungere un’ottima maturazione preservando intatto il quadro acidico che permette di realizzare un grande metodo classico.

  • Monte Alto Franciacorta

    Ai piedi del Monte Alto, in un paesaggio mozzafiato nella zona occidentale del Franciacorta, si estendono i tre ettari vitati dell'Azienda Agricola Monte Alto, piccola realtà che esprime il territorio di origine attraverso un costante lavoro artigianale che parte dalla vigna ed arriva direttamente al bicchiere. Ci troviamo a Clusane e qui la fa da padrone il pinot nero, uva principale per la composizione delle cuveè su cui si focalizza il progetto aziendale e vero cardine e veicolo della peculiarità di tale territorio. I rossi, anch'essi sinonimo di territorialità, fanno affinamento in botte grande non di primo utilizzo: le fermentazioni avvengono per mezzo di lieviti indigeni e basso utilizzo di solforosa. meticolosità in vigna e limitazione delle correzioni permettono ad Alberto di creare piccoli gioielli enologici che rappresentano pura espressione e caratterizzazione di un territorio vocato.

  • Nibali

    Luigi Nibali fonda l'azienda nel 1960 con vigne di proprietà situate a Passopisciaro, Castiglione di Sicilia, sul versante Nord del Monte Etna. I 4 ettari di vigneto, coltivati principalmente a Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, si trovano in località Feudo di Mezzo e Moganazzi a un’altitudine di 600m sul livello del mare su terreni vulcanici soleggiati e ventilati dalle correnti marine e dai venti del vulcano, con altissima escursione termica. La vinificazione avviene in maniera naturale con solfitazione al minimo e grande rispetto dell'ambiente. L'azienda produce prevalentemente vino ETNA ROSSO DOC, TERRE SICILIANE ROSSO IGP e vino bianco TERRE SICILIANE IGP.

  • Pietregiovani

    L’azienda agricola Pietregiovani è nata nel 2009 da un’idea di Fabio Pietrogiovanni  il quale, dopo aver maturato un’esperienza lavorativa a Milano, scelse di tornare nelle terre d’origine con l’intenzione di ripartire dall’agricoltura. Il terreno è in provincia di Bari ed è costituito da 9 ettari tra oliveti, vigneti ed alberi da frutto coltivati con dedizione ed evitando l’uso di pesticidi, diserbanti e di fertilizzanti chimici. I vitigni dai quali Fabio produce i suoi vini sono i già noti Primitivo, Negroamaro e Fiano.

  • Podere Colle San Massimo

    Il Podere Colle San Massimo è un'azienda giovane con poco più di dieci anni di attività. Salvatore e Cinzia gestiscono un terreno vitato che si estende su una collina difronte al mare, che gode di un clima ventilato. I vini prodotti sono il risultato di coltivazione biologica con rese contenute, ma quello che conta maggiormente per i titolari è che il vino è un prodotto naturale che ogni anno cambia carattere in base al clima, così come l'uomo cambia umore ed è imprevedibile. Passerina, Pecorino e Montepulciano d'Abruzzo sono espressione massima del territorio. 

  • Rocca fu Battista

    Riconoscenza esperienza e passione sono il cardine di questa piccola azienda artigianale dove Stefano e Sara proseguono il lavoro intrapreso inizialmente dal nonno Giovanni e poi dal padre Battista. Stefano ha lavorato per circa 20 anni nelle aziende più blasonate delle Langhe accrescendo il suo bagaglio per poter creare vini caratteristici e territoriali, due cru nel comune di Barbaresco. 100% Nebbiolo per la quasi interezza appartenente ad un raro e prezioso clone degli anni 60 ad oggi non ancora classificato ma da sempre roconosciuto come varietà rusa(rossa) tipico delle varietà langarole.

  • Ruge

    Una collina che domina incontrastata la meravigliosa vallata che va da Sacol, passando per Santo Stefano, fino ad arrivare a Guia. Questo è il territorio della Valdobbiadene dove è ubicata l'azienda agricola Ruge, in cui i fratelli Ruggero(da cui il nome che porta l'azienda) vignaioli per tradizione dai tempi del padre Vittore, dal 2010 hanno intrapreso un progetto nuovo ma sempre legato alla tradizione e nel rispetto della natura. I vini sono appunto pura espressione di un lavoro finalizzato alla qualità di espressione fuori dalle dinamiche espressamente commerciali e competitive che oggi impone il mercato: viti vecchie, in forte pendenza e totalmente raccolte e coltivate a mano da cui tirar fuori l'essenza ovvero la mineralità e la sapidità nel rispetto più rigoroso dei tempi che richiede la natura. Vini quindi territoriali pura espressione della filosofia aziendale.  La presa di spuma avviene attraverso il diffuso metodo Charmat ma la cantina valorizza anche il più antico metodo di rifermentazione in bottiglia che ci regala vini gustosi “Col Fondo”.

  • Terre di Fiume

    Azienda con lunga tradizione enologica biologica che produce vino con grandi crismi qualitativi. Ubicata sulle colline di Friano nel comune di Coriano, in un territorio incontaminato dove i vigneti ed il paesaggio coesistono in armonia. I vigneti sono rivolti a mezzogiorno e baciati dal sole per tutta quanta la giornata, vicini al Mare Adriatico che partecipa al microclima che caratterizza  il risultato vinicolo.

  • Terre Di Macerato

    Franco Dalmonte è l’artefice del progetto iniziato nel 2004, realizzatosi acquistando due ettari di terreno a Casalfiumanese (BO) in zona collinare. Il rispetto delle direttive biologiche prevede niente diserbante e no ai concimi chimici, l’uso della solforosa meditato con cura. Fermentazioni e durata delle macerazioni delle uve variano in funzione dell’annata, per ottenere un eccezionale succo da uve Sangiovese che prende il nome di Rhod ( rosso in celtico) e di Audace, vino importante come l’impresa di Franco che investì i propri risparmi per ottenere prodotti di qualità superiore.

  • Torre Degli Alberi

    La cantina prende il nome da un piccolo borgo a 500 metri di altitudine sulle colline dell’Oltrepò Pavese in cui svetta una torre trecentesca di proprietà dei Dal Verme, un’antica famiglia nobiliare originaria di Verona. Un tempo condotte a mezzadria, le terre sono ora dedicate all’allevamento avicolo e bovino allo stato brado di razza Limousine a cui si è aggiunta l’attività vinicola. L’azienda è certificata biologica e concentrata sulla spumantizzazione. Il suolo è concimato col letame aziendale, le viti curate con prodotti biologici e le vendemmie eseguite a mano. La spumantizzazione avviene col metodo classico ma il valore aggiunto è dato dal fatto che il Pinot Nero costituisce l’unico vitigno lavorato.

  • Tenuta Pietramora

    Il valore di una buona selezione sta nel non farsi condizionare, in positivo o in negativo, da mode e dicerie sulle denominazioni di grido o meno in spolvero. Non sono più gli anni ’90 e il Morellino di Scansano è ormai un affare quasi locale, ma è anche un’opportunità per confrontarsi laicamente con una zona tutt’altro che priva di ottime aziende con vigne in zone particolarmente fortunate. È il caso di Tenute Pietramora, da vent’anni avamposto di spontaneo artigianato vinicolo. Nella Maremma collinare più autentica, tra sterrati panoramici a Colle Fagiano, la cantina gode di un microclima fantastico, su colline aerate da venti provenienti dal mare e dai monti, protette da siepi naturali di lecci, capace di dare vivacità e fragranza anche nelle annate più calde. Il terreno, di tipo galestro, ha un composizione mediamente calcarea, scarsa di sostanze organiche e povera di argilla: è particolarmente vocato per il Sangiovese che rappresenta quasi esclusivamente la produzione di 11 ettari dell’azienda. Grande identità territoriale.

  • Villa Diamante

    L’azienda a conduzione strettamente famigliare si trova a Montefredane, in collina, a circa 500 metri di altitudine. Un territorio di riconosciuta qualità per il Fiano Irpino. Le uve sono coltivate da sempre con rigorosi metodi biologici e i vini si distinguono per tipicità e longevità. Indiscussi precursori dell’uscita ritardata del vino e del riposo sui lieviti di fermentazione. Dei loro vini, Diamante Renna moglie del compianto Antoine, e la figlia Serena dicono: “cuore, testa e tempo è la terna che ogni appassionato deve trovare nelle nostre bottiglie”.

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  • Vitigno Rosso: Piedirosso